Io non vado a votare fino a che:

  1. Non si eliminano tutti i privilegi di chi ci governa
  2. Gli stipendi di chi ci governa non sono indicizzati con un massimo 3 volte lo stipendio medio di operai e impiegati (a decrescere). E’ eticamente inaccettabile una gestione autonoma dei compensi e dei privilegi.
  3. Per ogni legge emanata non se ne eliminano due (siamo pieni di immondizia legislativa) è più facile continuare a scrivere ed aggiungere invece che razionalizzare.
  4. Siano definiti le fonti e gli indici economici e di qualità della vita riconosciute da tutte le parti politiche sui quali discutere, più elementi concreti e meno chiacchiere, si espongano i propri programmi ed idee, basta petegolezzi.
  5. Le votazioni non sono più segrete ma in chiaro. Trasparenza ai massimi livelli.
  6. Anche nelle aule istituzionali si tenga una comunicazione degna di tale nome, la vita nelle strade riflette, in maniera evidente seppur esacerbata, l’aggressività verbale e la violenza che si riscontra negli incontri istituzionali.

Il genere umano è uno, ci accomuna e ci rende tutti quasi uguali, basta fare moralismi tra le varie fazioni politiche, siamo tutti “ladri e onesti” a seconda del contesto in cui ci troviamo, civiltà è la tendenza al reciproco rispetto.

Per i politici è importante è che si vada a votare, poco importa essere nella maggioranza od opposizione, la poltrona e privilegi sono comunque garantiti, è necessario responsabilizzare i politici e questo possono farlo solo i cittadini per evitare quella pessima deriva comportamentale ormai evidente e conclamata.

Non illudiamoci che siano i politici a cambiare le cose, se vuoi che le cose cambino, prima di tutto devono cambiare i cittadini.


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