Io non vado a votare fino a che:
- Non si eliminano tutti i privilegi di chi ci governa
- Gli stipendi di chi ci governa non sono indicizzati con un massimo 3 volte lo stipendio medio di operai e impiegati (a decrescere). E’ eticamente inaccettabile una gestione autonoma dei compensi e dei privilegi.
- Per ogni legge emanata non se ne eliminano due (siamo pieni di immondizia legislativa) è più facile continuare a scrivere ed aggiungere invece che razionalizzare.
- Siano definiti le fonti e gli indici economici e di qualità della vita riconosciute da tutte le parti politiche sui quali discutere, più elementi concreti e meno chiacchiere, si espongano i propri programmi ed idee, basta petegolezzi.
- Le votazioni non sono più segrete ma in chiaro. Trasparenza ai massimi livelli.
- Anche nelle aule istituzionali si tenga una comunicazione degna di tale nome, la vita nelle strade riflette, in maniera evidente seppur esacerbata, l’aggressività verbale e la violenza che si riscontra negli incontri istituzionali.
Il genere umano è uno, ci accomuna e ci rende tutti quasi uguali, basta fare moralismi tra le varie fazioni politiche, siamo tutti “ladri e onesti” a seconda del contesto in cui ci troviamo, civiltà è la tendenza al reciproco rispetto.
Per i politici è importante è che si vada a votare, poco importa essere nella maggioranza od opposizione, la poltrona e privilegi sono comunque garantiti, è necessario responsabilizzare i politici e questo possono farlo solo i cittadini per evitare quella pessima deriva comportamentale ormai evidente e conclamata.
Non illudiamoci che siano i politici a cambiare le cose, se vuoi che le cose cambino, prima di tutto devono cambiare i cittadini.

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